La pastiera napoletana

Solitamente il giorno limite per fare questo dolce è il venerdì santo, perchè poi la pastiera deve riposare almeno 24 ore per permettere a tutti i sapori di unirsi e amalgamarsi, cosi da esser pronta per il pranzo della domenica di Pasqua. E’ sicuramente il mio dolce preferito, e per questa Pasqua ho deciso di farmi un regalo e farvene uno a voi :-). Questa poesia l’ho recuperata su internet su un sito dedicato alla pastiera. La ricetta… Un segreto 😉

“Currite, giuvinò! Ce stà ‘a pastiera!”

E’ nu sciore ca sboccia a primmavera,

e con inimitabile fragranza

soddisfa primm ‘o naso,e dopp’a panza.

Pasqua senza pastiera niente vale:

è ‘a Vigilia senz’albero ‘e Natale,

è comm ‘o Ferragosto senza sole.

Guagliò,chest’è ‘a pastiera.Chi ne vuole?

Ll’ ingrediente so’ buone e genuine:

ova,ricotta,zucchero e farina

(e’ o ggrano ca mmiscato all’acqua e’ fiori

arricchisce e moltiplica i sapori).

‘E ttruove facilmente a tutte parte:

ma quanno i’ à fà l’imposto,ce vò ll’arte!

A Napule Partenope,’a sirena,

c’a pastiera faceva pranzo e cena.

Il suo grande segreto ‘o ssai qual’è?

Stu dolce pò ghì pure annanz’ o Rre.

E difatti ce jette. Alludo a quando

il grande Re Borbone Ferdinando

fece nu’ monumento alla pastiera,

perchè facette ridere ‘a mugliera.

Mò tiene voglia e ne pruvà na’ fetta?

Fattèlla: ccà ce stà pur’ a ricetta.

Màngiat sta pastiera,e ncopp’ a posta

dimme cumm’era: aspetto na’ risposta.

Che sarà certamente”Oj mamma mia!

Chest nunn’è nu dolce: è na’ poesia!”

Cosa occorre :

Queste dosi sono per 10-12 persone e una teglia da 32-36 cm.

Per il ripieno:

  • 1 kg e mezzo di ricotta di pecora (possibilmente sarda)
  • 400 gr di grano (lo trovate gia cotto al super market)
  • 200 gr di zucchero
  • 6 tuorli
  • 4 albumi
  • 100 gr di cedro candito
  • scorza di un limone grattuggiata e 2 scorze non grattuggiate
  • 1 cucchiaio di essenza di fiori d’arancio
  • scorza di un arancia grattuggiata
  • 200 gr di latte
  • 1 pizzico di sale
  • 1 pizzico di cannella

Per la pasta frolla:

  • 600 gr di farina
  • 260 di burro morbido
  • un pizzico di sale
  • 2 uovo
  • 4 tuorli
  • 100 gr di zucchero
  • scorza di un limone bello grande grattuggiata

Come procedere:

Per la frolla: mettete nel mixer lo zucchero e la scorza grattuggiata e iniziate a far girare, aggiungete poi le uova la farina e il burro morbido e continuate a far girare finche esce una palla, finite di raccogliere quello che rimane nel contenitore del robot da cucina e unitelo al resto, lasciatela riposare la pasta frolla nella pellicola almeno mezz’ora in frigo (se riposa di più è anche meglio;-)).

Per il ripieno: fate bollire il latte col grano, 50 grammi di zucchero, un pizzico di cannella, un pizzico di sale e due scorze di limone finche non diviene denso e cremoso. Frullate la ricotta con i 150 grammi di zucchero rimasti, e aggiungete i tuorli, il cedro, le scorze grattauggiate e l’essenza di fiori d’arancio. Montate a neve gli albumi e uniteli al composto di latte e grano. Infine unite i due composti e amalgamateli insieme. Stendete la pasta frolla sulla teglia e versatevi l’impasto, poi fate delle striscioline con la pasta frolla rimasta posizionatele in modo da formare dei rombi abbastanza larghi, lucidatele con un tuorlo sbattuto con un goccio di latte. Infornate per 1 ora e 15 circa a 180°. Controllate con uno stuzzicadenti la cottura della pastiera :-). Non spaventatevi se la superfice risulterà scura, è normale, spolveratela con un pò di zucchero a velo, ora è pronta, gustatela.

Buona Pasqua a tutti 🙂

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~ di La Via del Gusto su 2 aprile 2010.

4 Risposte to “La pastiera napoletana”

  1. e senza il robot? LA POESIA è IL RETROGUSTO DELLA PASTIERA OTTIMA SCELTA
    RENDE OMAGGIO ALLA TRADIZIONE NAPOLETANA E…. ALLA RICOTTA SARDA.
    MA LA PREPAAZIONE E’ UN ARTE E CI VUOLE TALENTO……..quindi BRAVO! L’ACCOMPAGNERIE CON UNO SPUMANTNO SECCO.

  2. ANCHE CON UNA VERNACCINA

  3. Benvenuta Luisa. Eheh c’è stato qualche piccolo imprevisto nella preparazione di questa pastiera, fortunato chi può usare il robot ;-), anche se in effetti ormai si è perso il gusto di cucinare “a mano”, le nonne lo hanno sempre fatto, e il sapore di quello che preparavano era inconfondibilmente buono :-). Aggiudicata la vernaccia, ottima scelta, non avevo dubbi sul suo gusto 🙂

  4. […] Per la pasta frolla 1/2 dose di quella usata per la pastiera […]

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