La via del cioccolato

Cioccolato, cioccolato, cioccolato.

L’inverno ancora non ha intenzione di lasciarci, le piogge ci costringono dentro casa, dobbiamo cercare conforto, farci coccolare, scaldarci il cuore, cosa meglio di un buon cioccolato può farlo? Fondente, al latte, con le nocciole, bianco, le varianti sono una miriade, pronte a soddisfare tutti i gusti, comunque sia può mandarti in estasi, farti chiudere gli occhi e godere di quel momento. Bè stamattina mi sono svegliato con la voglia di farmi coccolare, magari da un soufflè al cioccolato in attesa che la primavera mi strappi via plaid e coperte.

Il cioccolato è comparso quando, i Maya nelle loro colture, hanno scoperto il valore della pianta del cacao. Il cacao veniva considerato un prodotto importante, usato sia come mezzo di pagamento che come unità di calcolo. I maya e gli atzechi coglievano i fagioli dall’albero del cacao e producevano una bevanda che veniva chiamata ‘xocoatl’. Leggende degli Atzechi  sostengono che il seme della pianta del cacao era stato portato dal paradiso e che la saggezza e la potenza venivano dal consumo del frutto dell’albero del cacao. Nell’umidità costante del clima messicano, il piccolo albero del cacao produceva i suoi frutti simili a zucche contornati dalle foglie di colore verde scuro. Presto,  l’uomo si accorse della bontà di tale frutto ed iniziarono così a diffondersi le piantagioni. I primi agricoltori che iniziarono la coltivazione della pianta del cacao furono appunto  i Maya.
Le terre che si estendono fra la penisola dello Yucatàn, il Chiapas e la costa pacifica del Guatemala furono le prime a vedere l’inizio della storia del cioccolato.

Curiosità e storia:

La storia del cioccolato inizia  attorno al VII Secolo D.C. la popolazione dei Maya, residente da secoli in America Centrale, colonizza massivamente la parte nord del Sud America; la penisola dello Yucatàn diventa la prima piantagione di cacao nota alla storia. Le popolazioni dell’America Centrale usavano i semi di cacao come moneta di scambio e poco prima dell’anno 1000 il seme di cacao diventa l’elemento base del calcolo: la cosa è talmente importante che i graffiti Mexicani dell’epoca rappresentano un cesto contenente 8000 semi come IL numero 8000. Attorno al 1200 gli Aztechi conquistano i territori dei Maya e dei Chimimeken: in questo periodo il seme di cacao diventa per le popolazioni conquistate tributo d’imposta. Si arriva così al secolo XV con i viaggi Americani di Cristoforo Colombo: nel suo quarto viaggio, nel luglio del 1502, egli sbarca in Nicaragua e scopre, primo tra gli Europei, il seme di cacao. I semi venivano usati dagli indigeni come moneta e come base per la preparazione di una bevanda dal gusto dolce e piacevole. Colombo tuttavia non si curò del cacao. Nel 1519 Hernando Cortez, il celebre Conquistador spagnolo, si imbatte nel seme di cacao: essendo interessato al suo aspetto valutario, più che al possibile impiego culinario, sequestra tutte le piantagioni di cacao che trova per garantirsi più “denaro” possibile. Egli importa nel 1528 in Europa i primi semi di cacao e gli utensili necessari alla sua coltivazione. Il 1609 rappresenta la data di pubblicazione del primo trattato scritto esclusivamente sul cacao : si chiamava “Libro en el cual se trata del chocolate” e fu pubblicato in Mexico: un ulteriore contributo alla diffusione del cioccolato venne poi attorno al 1615 quando la Principessa di Spagna Anna d’Austria , sposa di Luigi XIII, importa alla corte di Francia l’uso di bere la cioccolata. Il primo emporio per la vendita del cioccolato, aperto a Londra da un Francese,è datato 1657. Qualche anno dopo un uomo chiamato Helmann Pedro Bravo do los Camerinos, si stabilisce definitivamente alle Filippine e fonda la più grossa piantagione di cacao dell’ epoca. Nel 1674 apre a Londra il Coffee Mill & Tobacco Roll che si vanta di fornire anche cioccolato in torte e pasticcini “alla spagnola”. Il sindaco di Zurigo, Heinrich Escher, nel 1697 torna in Svizzera dopo avere assaggiato il cioccolato in un suo viaggio a Bruxelles. Nel 1704 il cioccolato fa la sua comparsa in Germania ma la politica protezionistica di Federico I di Prussia impone una tassa di un Talete per chiunque lo voglia assaggiare. Nel 1711 l’ Imperatore Carlo VI trasferisce la corte da Madrid a Vienna e con essa l’uso del cioccolato. Attorno al 1720 le cioccolaterie Italiane di Firenze e Venezia raggiungono fama Europea. Nel 1747 un editto di Federico il Grande proibisce in modo categorico qualsiasi pubblicità del cioccolato. Gli Stati Uniti si accorgono del cioccolato verso il 1755 . Nel 1780 viene prodotto a Barcelona il primo cioccolato industriale .il 1810 vede il Venezuela in testa alla produzione di cacao , con quasi la metà di tutta la produzione mondiale. Nel 1819 apre la prima fabbrica Svizzera di cioccolato vicino a Vevey , la Francoise-Louis Cailler , che aveva imparato l’arte del cioccolato in Italia. Nel 1822 la pianta di cacao viene importata in Africa attraverso il Portoghese Ferreire Gomes: le piantagioni del Ghana diventano presto la principale risorsa di quel paese. Dopo otto anni di esperimenti, lo Svizzero Daniel Peter commercializza il primo cioccolato al latte nel 1875. Il celebre cioccolato che si scioglie in bocca è prodotto dallo Svizzero Lindt nel 1879 a Berna. All’inizio del 1900 la Spagna , che aveva contribuito alla diffusione del cioccolato, cala vistosamente la produzione mentre la leadership viene assunta da Svizzera, Germania, Stati Uniti, Francia e Inghilterra.

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~ di La Via del Gusto su 6 marzo 2010.

3 Risposte to “La via del cioccolato”

  1. cioccolato sempre…che bontà!!!

  2. quì ci son più di 1000 ammi di ciocolato!!!! sai che ti dico??? mi faccio una bella cioccolata calda!

  3. ahahah, gia mille anni di puro godimento…

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